
Quali sono i regimi contabili esistenti e applicabili alla propria attività? I regimi fiscali servono per inquadrare le attività di impresa o professionali per la determinazione delle imposte dovute.
I regimi contabili sono costituiti da regole e procedure obbligatorie che un’impresa e un libero professionista devono adottare nel tenere la propria contabilità. Vengono scelti a seconda del volume di affari, presunto o effettivo, con la possibilità di adottare per opzione il regime contabile superiore.
Le diverse alternative, legate a situazioni effettive o a scelte di convenienza, possono essere riassunte in:
- regime forfettario
- regime semplificato
- regime ordinario
Ogni regime ha proprie caratteristiche e regole, più semplici o complesse.
Regime contabile forfettario
Il regime forfettario è stato introdotto dalla legge di stabilità nel 2015 per le attività di impresa e professionali di ridotte dimensioni. Nel tempo, ha subito diverse modifiche, più o meno sostanziali, soprattutto in termini di “soglia massima di fatturato” che lo hanno portato a essere scelto da diverse realtà.
Nello specifico, per l’anno corrente 2024, il regime forfettario può essere adottato quando si ha un fatturato inferiore a 85.000 euro; superato tale limite si passa al regime fiscale superiore.
Per determinare l’ammontare imponibile soggetto a tassazione vengono applicati forfettariamente sul totale del fatturato i coefficienti di redditività, che sono diversi e stabiliti sulla base della propria attività definita dal codice Ateco.
L’imposizione fiscale sull’imponibile precedentemente calcolato è del 15% ed è costituito da una imposta sostitutiva di IRPEF, Addizionali e IRAP.
Per le nuove iniziative produttive, può scendere al 5% per i primi cinque anni di attività.
Regime contabile semplificato
Il regime semplificato si trova a metà strada tra regime forfettario e regime ordinario.
Prevede una gestione della contabilità semplificata da parte dell’impresa in quanto ci sono meno adempimenti contabili e registri obbligatori.
Il regime può essere adottato per le attività di prestazione di servizi con ricavi fino a 500.000 euro e per le altre attività con ricavi fino a 800.000 euro. l imiti sono stati aumentati con la Legge di Bilancio 2023 (Gazzetta ufficiale n.303 del 29 dicembre 2022, con precedenti soglie fissate a 400.000 euro e 700.000 euro).
Il regime contabile semplificato può essere gestito:
- per cassa, ossia verificando i relativi incassi e pagamenti delle fatture emesse e ricevute registrate in contabilità;
- per criterio di registrazione, ossia dando automaticamente incassato e pagato ciò che è stato registrato sui libri contabili.
L’imposizione fiscale è calcolata sulla differenza tra ricavi e costi deducibili con le aliquote di tassazione progressive a scaglioni e fisse (IRPEF, Addizionali e IRAP).
Regime contabile ordinario
Il regime ordinario è un regime più complesso che prevede la tenuta di una contabilità giornaliera registrando cronologicamente, oltre alle fatture, anche tutti i movimenti finanziari che si manifestano nella vita dell’impresa.
Il regime deve essere obbligatoriamente adottato per le attività di prestazione di servizi con ricavi superiori a 500.000 euro e per le altre attività con ricavi superiori a 800.000 euro.
È un regime obbligatorio per società di capitali indipendentemente dall’importo dei ricavi.
Prevede la tenuta di specifici registri quali libro giornale, inventari, eventuali verbali soci, verbali assemblee ecc.
Comporta inoltre la redazione del bilancio d’esercizio: per le società di capitale il bilancio deve essere obbligatoriamente depositato presso la CCIAA.
L’imposizione fiscale è calcolata seguendo gli stessi criteri del regime semplificato cioè sulla differenza tra ricavi e costi deducibili con le aliquote di tassazione progressive a scaglioni e fisse (IRES,IRPEF, Addizionali e IRAP).
Il passaggio dal regime semplificato a quello ordinario
Con la crescita e l’espansione di una attività è naturale che aumenti la complessità di gestione di un’impresa e delle informazioni contabili da gestire.
Ecco perché può essere utile passare da un regime semplificato a un regime ordinario per tenere traccia di tutte le voci contabili utili per effettuare scelte strategiche nel breve e lungo termine.
Avere inoltre un bilancio d’esercizio completo di conti patrimoniali ed economici permette di monitorare le situazioni relative a debiti e crediti in modo puntuale e rapportarsi con gli istituti di credito fornendo dati più completi.
Cosa prevede il passaggio al regime ordinario?
Il passaggio al regime contabile ordinario si concretizza con la redazione obbligatoria, entro tre mesi dall’inizio del nuovo esercizio, di un prospetto contabile di partenza per cristallizzare la situazione iniziale dal punto di vista patrimoniale, necessaria a conoscere le partite aperte in contabilità e avviare la procedura.
La scelta di un regime contabile idoneo alla propria impresa va affrontata tenendo conto di diverse variabili:
- obbligo di legge
- limiti dimensionali
- esigenze aziendali
- riduzione dei costi amministrativi
- riduzione della pressione fiscale
Valutazioni che vanno affrontate insieme a professionisti esperti e in grado di fornire la consulenza specifica necessaria.
Foto di Alper Güzeler su Unsplash
Archiviato in:Fiscale

Daniele De Leo
Commercialista
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